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Dal 1 giugno le app dovranno supportare il protocollo IPv6

Apple spinge sui protocolli IPv6 e chiede agli sviluppatori di aggiornare le app che richiedono la transizione.

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Apple ha annunciato sul suo sito dedicato agli sviluppatori che dal giorno 1 giugno 2016 le app dovranno supportare i soli network IPv6.

La transizione è iniziata dopo la WWDC 2015 e ora il cambiamento è diventato un requisito da rispettare. Ovviamente gli sviluppatori delle applicazioni che necessitano dell’aggiornamento (sicuramente una cerchia ristretta di app) potranno contare su alcune indicazioni e guidelines presenti sul sito di Apple.

Fonte: 9to5Mac

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Apple manda in pensione il suo framework WebObjects

A venti anni dal rilascio ufficiale, Apple ha confermato che il framework WebObjects basato sulle applicazioni web Java è ufficialmente andato in pensione.

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Nel 1990, il WebObjects era considerato un prodotto innovativo, tanto che Steve Jobs volle puntare fortemente su questo framework anche per rilanciare Apple dopo il suo ritorno in azienda. Ancora oggi, questo framework viene utilizzato per la gestione di App Store e iTunes Store online. Ora, Apple fa sapere che il suo framework WebObject presentato nel 1996 non sarà più supportato nè aggiornato in futuro. L’ultimo update risale al 2008, anche se WebObject ha ancora diversi estimatori che lo mantengono in vita con versioni ad-hoc.

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Alcuni analisti vorrebbero la testa di Tim Cook, ma potrebbe essere una mossa azzardata

Visto che i guadagni di Apple sono diminuiti nell’ultimo trimestre e che le vendite dell’iPhone hanno subito un calo anno su anno, diversi esperti del settore hanno messo in discussione la posizione di Tim Cook come CEO di Apple. In tanti affermano che l’unico modo per rilanciare Apple è cambiare anche il suo “timoniere”.

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Ad esempio, l’economista Bob Lefsetz, afferma che l’Apple Watch è l’unico nuovo prodotto che Apple presenta da anni a questa parte, ma si è trattato di un dispositivo che non ha avuto il successo sperato. Non c’è stato il passaparola e in tanti hanno completamente ignorato la sua esistenza. Proprio la mancanza di innovazione starebbe portando alla rovina Apple:

Tim Cook deve essere sostituito. Apple non ha bisogno di un vigile urbano, ha bisogno di un visionario. Il suo lavoro è importante, ma è secondario all’ispirazione che manca completamente. L’idea è tutto, non dimentichiamolo. Tutto questo, però, non accadrà semplicemente perchè le aziende moderne non vogliono rischiare e preferiscono accontentarsi quando le cose vanno bene. Prima o poi, però, il serbatoio finisce…

Della stessa opinione è anche l’esperto Doug Jass, il quale definisce Tim Cook un buon manager, ma nulla di più:

Apple sta per affrontare delle minacce serie, come l’atteggiamento di chiusura del governo cinese, le normative incerte sulla privacy, la concorrenza smartphone sempre più forte e gli investitori che stanno scappando. Cook sembra voler sorvolare queste minacce, ma così sbaglia. Apple deve anche avere un’alternativa al solo iPhone per risollevare le sue sorti, altrimenti i rischi saranno sempre maggiori.

In tanti, paragonano poi Tim Cook a John Sculley e non a Steve Jobs, visto che l’attuale CEO di Apple sembra essere più un manager classico che un visionario vero e proprio.

Guardando i numeri, è vero che Apple ha fatto registrare una serie di segni negativi, ma il reparto Servizi migliora sempre di più, bisogna aspettare i dati di vendita dell’iPhone SE e bisogna poi scoprire cosa darà l’iPhone 7, che secondo Tim Cook offrirà qualcosa di unico e irrinunciabile. Ora, chiedere la sua testa è prematuro e sbagliato: ricordiamoci che in questi ultimi anni, anche grazie a Tim Cook, Apple è diventata l’azienda più ricca al mondo.

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Editing video gratuito con l’app FilmoraGo

FilmoraGo è la nuova app di Wondershare dedicata all’editing video, con funzioni avanzate e completamente gratuite.

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Questa app è una delle poche della categoria “Editing Video” ad offrire gratuitamente e senza limitazioni tutti i filtri e tutti gli effetti. In pochi passaggi, FilmoraGo permette di personalizzare i tuoi video con editing professionali, e di condividerli con un click:

  1. Seleziona foto e video dalla galleria, dagli album, da Facebook o da Instagram.
  2. Crea: prendi un tema, aggiungi la tua musica preferita, i filtri e i titoli.
  3. Condividi: salva nella tua galleria o condividi subito su Instagram, Facebook, Vimeo, Whatsapp, Youtube o email.

Con questa app puoi combinare foto e video e visualizzare un’anteprima in tempo reale dei tuoi lavori, puoi inserire una serie di modelli ed effetti pre-impostati, e applicare la tua colonna musicale preferita (che puoi caricare anche dalla tua libreria musicale). Tutte le operazioni di editing possono essere viste in anteprima istantaneamente in modalità WYSIWYG. L’app consente di effettuare anche un’esportazione ottimizzata per i vari social network, come Instagram e YouTube.

Tra gli effetti e gli strumenti disponibili segnaliamo:

  • Sovrapposizioni e filtri
  • Testi & titoli
  • Elementi: porta il tuo video ad un livello superiore aggiungendo grafica statica e in movimento
  • Taglia e modifica le parti migliori delle tue foto e dei tuoi video
  • Taglia in base alla durata, duplica, silenzia, ruota, cancella

Si tratta di un’app davvero valida, che puoi scaricare gratuitamente da questo link.

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Spotify migliora l’interfaccia utente della sua app iOS

Spotify ha lanciato una nuova versione della sua app ufficiale per iOS, con alcuni cambiamenti grafici per ora non ancora disponibili in Italia.

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Spotify MusicSpotifyCategoria: Musica

Il nuovo menu è molto più semplice da navigare, anche se ora la posizione delle sezioni più popolari dell’app ha di fatto spostato la barra di ricerca leggermente più in alto. Se si utilizza un iPhone “Plus” diventa più difficile accedervi. In ogni caso, le nuove modifiche apportano sensibili miglioramenti nell’interfaccia utente, visto che la navigazione tra i vari menu risulta essere più veloce e funzionale.

Ricordiamo che Spotify è un servizio musicale on demand che offre lo streaming di una selezione di brani di varie case discografiche ed etichette indipendenti, incluse Sony, EMI, Warner Music Group e Universal.

I cambiamenti grafici non sono per ora disponibili in Italia.

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